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Come gestire le emergenze durante l’assistenza a domicilio? Il piano da preparare in anticipo

📅 18 Agosto 2026✍️ di Renata Fabiani⏱️ 4 min di lettura

Metti al sicuro l’ambiente, verifica coscienza e respiro, chiama il Numero unico europeo 112. Indica indirizzo completo, piano, citofono, condizioni. Poi applica il piano: scheda clinica, farmaci, contatti. Respira, parla lentamente, segui le indicazioni dell’operatore.

Il piano essenziale da preparare prima

  1. Dossier di emergenza. Una cartellina stampata e aggiornata: diagnosi, allergie, terapia con dosi e orari, farmaci salvavita, medico curante e infermiere, contatti ICE, codice portone o chiavi, note su vista e udito, eventuali Disposizioni anticipate di trattamento. Copia sul frigorifero e in borsa.
  2. Mappa di casa. Indirizzo scritto come su campanello, percorso letto-porta, interruttori, valvole di gas e acqua, numeri di scala e interno. Un foglio vicino all’ingresso per i soccorritori.
  3. Numeri e ruoli. 112 per emergenze, 116117 per guardia medica, medico di base, vicini di riferimento. Definisci chi telefona, chi apre la porta, chi accompagna in ospedale.
  4. Segnali d’allarme personali. Che cosa, per quella persona, richiede risposta immediata: improvvisa debolezza di un lato, parole confuse, dolore toracico, fiato corto, caduta con possibile trauma, peggioramento netto della confusione, ferite profonde, vomito a getto, peggioramento rapido di febbre o tosse.
  5. Kit rapido. Guanti, garze sterili, cerotti, soluzione fisiologica, termometro, saturimetro, misuratore di pressione, zuccheri a rapido assorbimento se indicato, buste ghiaccio istantaneo, torcia e power bank, occhiali di scorta, elenco farmaci, duplicato chiavi.
  6. Tecnologia utile. Telefono con vivavoce, campanello a colpo secco, dispositivo di telesoccorso o smartwatch con SOS, rilevatore di cadute se appropriato. Cartella clinica condivisa in cloud e una copia stampata.
  7. Formazione minima. Un corso di primo soccorso e manovre di disostruzione. Sapere cosa puoi fare e cosa no. Conoscere le indicazioni del medico curante per situazioni ricorrenti.
  8. Protocolli a colori. Rosso: chiama 112 e segui istruzioni. Giallo: contatta guardia medica o medico e osserva. Verde: annota, idrata, riposa, rivaluta. Regole semplici, in vista.
  9. Piano per demenza. Frasi rassicuranti pronte, oggetto comfort, foto e documento a portata, borsa ospedale con cambio, pannolini e farmaci. Routine di emergenza sempre uguale.
  10. Prova generale. Ogni tre mesi: simulazione di chiamata, controllo dei percorsi, test citofono e ascensore, aggiornamento terapia, scadenze del kit, password e contatti.

Quando è davvero un’emergenza

Chiama subito il 112 se compaiono:

  • Debolezza o paralisi di faccia, braccio o gamba, parola confusa, improvviso forte mal di testa.
  • Dolore al petto, respiro affannoso, cianosi, saturazione molto bassa se monitorata.
  • Perdita di coscienza, convulsioni, trauma cranico, caduta con sospetto di frattura o in terapia anticoagulante.
  • Soffocamento, sangue rosso vivo che non si arresta, vomito a getto o nero, feci nere, febbre con rigidità del collo o delirio.
  • Agitazione estrema o stato confusionale nuovo e acuto.

Contatta 116117 o il medico curante per problemi non immediatamente pericolosi: febbricola senza peggioramenti, lieve aumento della pressione senza sintomi, piccole ferite pulite, ricette e aggiustamenti terapeutici. Se hai dubbi, meglio una chiamata in più che una in meno.

Come parlare con la centrale operativa

  • Identificati: nome, ruolo, numero di telefono. Età e sesso della persona assistita.
  • Descrivi quadro in 15 secondi: tempo d’esordio, respiro, coscienza, sintomo principale.
  • Spiega l’accesso: indirizzo completo, scala, interno, codice, ascensore, cane in casa.
  • Consegna informazioni chiave: allergie, farmaci anticoagulanti, diagnosi note, DAT se presenti.
  • Resta in linea, metti vivavoce, libera il percorso, prepara documenti e farmaci salvavita.

Esempio utile: Sono Anna, caregiver di Paolo, 84 anni. Da 10 minuti parola confusa e debolezza al braccio destro, respira, è cosciente. Assume anticoagulanti. Via Verdi 12, scala B, interno 5, codice 1340. Cane in cucina chiuso. Ho la terapia stampata.

Strumenti che fanno la differenza

  • Primo soccorso e presidi: garze, disinfettante, forbici smusse, coperta isotermica, sfigmomanometro, saturimetro, termometro. Usa solo ciò che conosci.
  • Documenti: tessera sanitaria, carta d’identità, elenco farmaci, contatti medici, copia delle Disposizioni anticipate di trattamento.
  • Casa amica: luci notturne, tappeti fissati, seduta doccia, corrimano, scarpette antiscivolo. Meno incidenti, meno panico.
  • Energia e comunicazioni: prese ordinate, ciabatte con interruttore, power bank, elenco numeri vicino al telefono.

Evita ricette fai-da-te, doppie dosi, farmaci di altri. In emergenza conta la semplicità: aria, circolo, sicurezza, chiamata tempestiva.

Demenza: contenere panico e proteggere la relazione

  • Tu per primo: tre respiri lenti, postura stabile, voce bassa. Lo stato emotivo si trasmette.
  • Parole chiave: Sono qui, sei al sicuro, fra poco arrivano persone che ci aiutano. Evita discussioni e correzioni.
  • Riduci stimoli: luci morbide, TV spenta, una mano in vista, contatto breve se gradito. Offri un oggetto familiare.
  • Con i soccorritori: segnala lingua preferita, ipoacusia, cose che lo calmano o lo agitano, capacità di deambulare.

L’ho imparato sulla mia pelle con mio marito: quello che prepari prima, durante ti salva la testa e spesso il cuore.

Dopo l’evento: chiudere il cerchio

  • Annota cosa è successo, orari, decisioni prese. Servirà al medico e a te.
  • Aggiorna il piano: terapia, contatti, accessi. Sostituisci ciò che hai usato nel kit.
  • Debrief in famiglia: cosa ha funzionato, cosa migliorare. Concorda nuovi ruoli.
  • Prenditi cura di te: dieci minuti di cammino o telefonata a un amico. Il caregiver resistente è un caregiver preparato.

Questo articolo non sostituisce il parere medico. In caso di urgenza segui le indicazioni dell’operatore e dei professionisti che intervengono.

Renata Fabiani

Pensionata, dopo aver assistito per anni il marito con problemi cognitivi si dedica a parlare delle emozioni e delle sfide nella relazione tra caregiver e anziano. Offre consigli pratici per preservare la serenità e la complicità nel quotidiano.